Spesso sentiamo parlare delle differenza tra il marketing tradizionale, di ieri, e il digital marketing, pratica in voga negli ultimi anni. Ma che differenze esistono fra questi due mondi che hanno come comune obbiettivo la sponsorizzazione di un brand? Vediamoli insieme in questa guida sullo scenario.


Marketing tradizionale vs Digitale

Il marketing di ieri si preoccupava di convincere e persuadere i consumatori, quello di oggi è più focalizzato a coinvolgerli offrendo loro esperienze e modalità di contatto/relazione del tutto nuove. Non bisogna fare però l’errore di pensare che le aziende oggi investano solo sul mondo on-line; il settore off-line resta comunque un fiore all’occhiello di ogni azienda vincente, ma esso è stato integrato dal “nuovo arrivato”. Ma ciò che hanno sostanzialmente cambiato è l’approccio complessivo, spostando il focus sul valore dell’esperienza offerta al potenziale cliente. La parola d’ordine non è convincerlo ma coinvolgerlo in un ecosistema tecnologico dove le soluzioni digitali lo catturano, lo affascinano e alla fine lo fanno potenzialmente acquistare.

 

Trovare nuove strategie che sfruttano la potenzialità del marketing 2.0 è la vera sfida dei nostri tempi

Nell’era del web 2.0 il panorama è decisamente mutato rispetto a qualche decennio fa. Per chi fa impresa restare a galla o addirittura dominare le onde è complicato. Per questo motivo occorrono nuove strategie che sfruttano le potenzialità di un marketing in evoluzione, che sta spostando il suo baricentro sempre più vicino a quello del cliente, smettendo di focalizzarsi unicamente sul prodotto in sé per guardare alle idee, ai pensieri, all’interpretazione dei desideri delle persone a cui è rivolto quel dato prodotto/servizio. In un marketing che cambia, “vendere” quindi richiede nuove competenze.


Il passaparola generato dagli engagement sul web è una componente fondamentale

Una componente di estrema importanza per il marketing non convenzionale è, ad esempio, il WOM (word-of-mouth) il cosiddetto passaparola, che avviene proprio grazie agli utenti. Individuare approcci comunicativi innovativi, creativi, sorprendenti, favorisce l’interazione, lo scambio di opinioni e di consigli facendo emergere la realtà aziendale, utilizzando newsletter, blog, forum che permettono di arrivare ad un pubblico più ampio e talvolta irraggiungibile con i media adottati dal marketing tradizionale. Utilizzare una comunicazione che guarda all’aspetto emotivo ed emozionale della quotidianità, aiuta ad anticipare le aspettative della clientela e quindi innesca in modo naturale un processo di scambio.

Vediamo adesso le differenze sostanziali fra i due mondi: tradizionale vs digitale.

  • Chiuso vs Aperto: Il marketing classico era strutturato, pianificato, formato da campagne, pubblicità e operazioni ben definite. Il marketing digitale pur se pianificato ha una natura "destrutturata", è infatti formato da: post, commenti, like, messaggi su Twitter, immagini, infografiche e materiale da viralità;
  • Da “uno a molti” a “molti a molti”: parliamo della comunicazione del messaggio. Le azioni tradizionali erano rivolte ai consumatori che ricevevano le informazioni in modo passivo, da un singolo soggetto come ad esempio il rivenditore; oggi invece il consumatore interagisce attivamente, crea una discussione su un prodotto, lascia dei feedback sul web per gli altri. Si fa egli stesso promotore di una campagna di marketing;
  • Lungo Periodo vs Adesso: nel passato la pianificazione era a medio-lungo periodo, mentre oggi pur con pianificazione, le attività si svolgono in tempo reale, adesso, in modo interattivo;
  • Complesso vs Veloce: nel mondo tradizionale le operazioni erano complesse, richiedevano tempo, valutazioni e controlli. Oggi i Social Marketers devono saper commentare e/o rispondere alle richieste poste dai consumatori in tempo reale;
  • Limitato vs Globale: nel marketing tradizionale il lavoro era limitato agli orari di ufficio, si impostavano le campagne promozionali, si pianificavano le azioni, si compravano gli spazi pubblicitari e si usciva dall’ufficio. Oggi invece il Social Marketer deve essere attivo 24/7, soprattutto sul fronte social. Una non tempestiva risposta ad un commento di un utente può generare nei futuri possibili acquirenti l’idea di un disinteresse da parte dell’azienda delle opinioni dei clienti;
  • Specifico vs Generale: le attività erano rivolte a target specifici e/o ad un numero di consumatori limitato, mentre oggi le attività marketing sono rivolte ad un pubblico mondiale, tutto il web e tutti gli utilizzatori di smartphone (le attività possono essere anche circoscritte a target specifici ma su scala globale);
  • Attività ripetitive vs Attività Creative: ogni attività marketing svolta seguiva un protocollo d’azione rodato e funzionale. Oggi, la virtualità e le nuove tecnologie consentono di oltrepassare qualsiasi dimensione, e la creatività è la base su cui creare qualsiasi idea di marketing, anche la più piccola (es. un semplice tweet). Oggi è possibile creare campagne che una volta sarebbero state costosissime e che invece oggi, grazie alla grafica 3D, diventano affrontabili anche per un'azienda di medie dimensioni;
  • Consumatori vs Utenti: tutte le attività erano rivolte ai consumatori (e loro stessi erano quelli che supervisionavano e davano feedback su esse). Oggi, il digital marketing si rivolge agli utenti (web e digital) in modo globale ed esistono delle autorità che supervisionano tali operazioni, anzi vere e proprie piattaforme private (vedi Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest) che hanno regole e normative da rispettare;
  • Linguaggio formale vs Linguaggio diretto: il marketing tradizionale si basava su formalismi e consuetudini. Ogni attività aveva un iter e una formula predefinita. La pubblicità aveva canoni prescritti e modalità fisse. Nel digitale ci si basa invece su modalità estemporanee, innovative, virali. Più rivoluzionari si è (anche nel modo di comunicare) e più si rimane nella mente del consumatore;
  • Divisione Marketing vs Divisione Social & Digital Marketing: la Divisione Marketing (per le aziende che ne disponevano) era un nucleo ben strutturato, formato da personale di grandissima esperienza in strategia e analisi del mercato, inoltre si utilizzavano spesso Agenzie di Comunicazione esterne al fine di avere idee innovative e seguire la creazione di Campagne, gestione Fiere/Eventi, ecc. Oggi, invece, la Divisione Marketing ha un responsabile (che si occupa di strategia e analisi) e sotto di lui/lei ci sono più collaboratori molto giovani che si occupano di tutte le attività (web marketing, social, siti web, blog istituzionale, ecc.). Si prendono dei giovani collaboratori, sia perché meno costosi sia perché più affini al mondo web/digitale/social.


Salvatore Salamone | Esperto Marketing e Web Designer


Salvatore Salamone
Nichelino, 31 luglio 2019